"Ciò che si fa per amore è sempre al di là del bene e del male" (F. W. Nietzsche)


Il caso "Puff Village" a Giugliano

18.11.2009 17:11

 La bomba è scoppiata lunedì 19 ottobre. Un tam tam di voci fa subito il giro della città: le case di Varcaturo sono abusive. Diffuso lo sgomento, non tanto per i contenuti della notizia, quanto per i nomi dei 38 indagati: tre Sindaci emeriti e molti protagonisti della società politica e civile, quale l’attuale dirigente dell’ospedale Cardarelli di Napoli, Rocco Granata, all’epoca dei fatti membro della commissione edilizia del Comune.

Era il 1993 quando con il parco L’Obelisco si destinava a funzioni residenziali un’area che il Piano Regolatore Generale aveva indicato come turistica. Il condono sarebbe arrivato in seguito a una riunione “informale” tra un esponente della famiglia Mallardo e i tecnici del Comune. “La gente vuole fare affari con la droga, invece si deve agire con i condoni”. Così avrebbe detto un funzionario presente a quell’incontro secondo quanto rivelato a Il Mattino da un pentito non coinvolto nell’inchiesta.

Come facilmente prevedibile non si sono fatte attendere le reazioni politiche. L’Assessore alla Riqualificazione del Territorio e del Patrimonio Abitativo del Comune di Giugliano, l’ing. Roberto Castelluccio, ha affermato che “le case di via Ripuaria danneggiano il territorio” e che, allo stato delle conoscenze attuali, indicherebbero “connivenza tra Istituzioni e malaffare”.

Non trascura un pensiero sugli indagati il capogruppo del PD al Consiglio Comunale, Nicola Pirozzi: “Fino a prova contraria queste persone sono innocenti. Bisogna attendere l’esito dell’inchiesta per poter trarre una conclusione”. Pirozzi è convinto che vadano chiarite “al più presto le singole responsabilità”, sottolineando come queste non vadano “confuse con quelle della collettività”. Sarebbe dello stesso avviso anche il Sindaco, Giovanni Pianese, il quale in una dichiarazione rilasciata a Il Denaro afferma: “Se c'è qualcuno che ha sbagliato è giusto che paghi ma mi stupisce che la vicenda sia raccontata con tanto clamore, perché non si può gettare la croce su un'intera città”.

Dalla Regione, intanto, sembra si spinga per abbattere le abitazioni e le quasi 100 famiglie coinvolte prevedono un’amara conclusione: “Tra tanti discorsi politici, le uniche vittime siamo noi”, ha sbottato uno degli abitanti.

Al fine di trarre delle conclusioni abbiamo chiesto a Massimo Cacciapuoti di riflettere con noi sulla questione. Lo scrittore giuglianese è reduce dal successo di vendite del suo quarto romanzo, Esco presto la mattina, nel quale ha delineato sapientemente tali consuetudini dell’hinterland napoletano. “Credo, innanzitutto, che la notizia esca con un forte ritardo rispetto alla situazione già emersa con lo scandalo che ha coinvolto i tecnici del Comune e i vertici della Polizia Municipale”. Cacciapuoti, riprendendo le parole del suo ultimo lavoro, ribadisce come questo sia un esempio di “crescita senza sviluppo delle nostre zone, quasi immotivata, illogica”. Diretto come sempre il suo pensiero: “Sembra si aggiunga un altro tassello a una campagna mediatica intenta da due anni a colpevolizzare sempre una stessa parte politica dei nostri territori. È evidente che condannerei chi costruisce in modo abusivo, ma allo stesso modo anche chi intende mandare per strada famiglie che da oltre 15 anni vivono in quelle case”. Gli chiediamo perché: “Seppure legalmente giustificato, sarebbe poco morale che le Autorità accortesi di una situazione di illegalità dopo un tempo così lungo non diano possibilità d’appello a chi domani potrebbe rimanere senza tetto”.

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